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Per i viaggi la parola indimenticabile è usata spesso, anche perché effettivamente nella maggior parte dei casi si tratta di vere e proprie fabbriche di ricordi, ma forse mai come in questo caso è l’aggettivo più appropriato che ci venga in mente. Si tratta forse dell’ultima vera esplorazione del mondo occidentale, in un luogo remoto e totalmente incontaminato, nonostante si trovi, il linea d’aria, a poca distanza da mete celebri e frequentate. Si comincia, dopo un breve “intermezzo” a Buenos Aires, da Salta e dalla provincia di Jujuy, dove già la natura si mostra in tutta la sua creatività, tra quebradas dalle forme bizzarre, sparuti cactus e formazioni rocciose a strati multicolori. Da qui, poi, si inizia la “scalata” delle Ande, arrivando prima ad un luogo di rara potenza naturalistica, le bianchissime Salinas Grandes, a cui basta qualche goccia di pioggia per trasformarsi in un surreale specchio dove si riflettono vette, nubi e un cielo dal colore così intenso da togliere il fiato e dove improvvise pozze esplodono in toni di azzurro assoluti. Quando arriverete qui probabilmente sarete già felicissimi di aver intrapreso questo viaggio, ma in realtà il meglio deve ancora arrivare: lasciate le strade asfaltate e i piccoli villaggi in adobe, raggiungeremo la Puna vera e propria,
dove le piste attraversano deserti rocciosi incredibili e salar che sembrano non avere fine, costeggiando montagne scolpite dai millenni e monoliti sorprendenti, come il surreale Cono de Arita. E quando la strada ricomincia la sua discesa verso la storica Ruta 40, dopo aver attraversato paesaggi così vergini da lasciar interdetti sia noi che i lama e le vigogne che si stupiscono del nostro arrivo, ecco la zona di El Penon, con le lagune colorate abitate da fenicotteri, i campi di lava, le dune di sabbia bianca e l’impressionante e maestoso deserto di pietra pomice.

Ma il nostro viaggio non è ancora finito, e quindi eccoci a Cafayate, cittadina sviluppatasi intorno alla Ruta 40 e in cui l’uomo ha creato una verdissima oasi coltivata a vigne, a pochissimi passi da altre zone in cui la natura, aspra e selvaggia, prende il totale sopravvento. Ci rilasseremo in una hacienda storica e piena di fascino, dandoci il tempo per un po’ di riposo e per assaggiare gli ottimi vini locali, oltre al celebre asado argentino, ma dedicando anche qualche ora alle vicine quebradas, la cui “fantasia” è ancora una volta sorprendente, alternando formazioni simili ai grandi parchi dell’Arizona a strutture totalmente uniche come le quebradas de las flechas.
Non potevamo però lasciarvi tornare a casa subito dopo aver viaggiato in questa zona, perché l’emozione che suscita è tale da aver bisogno di sedimentare un po’, con calma, e depositarsi dagli occhi alla vostra “scatola dei ricordi”: per questo, e per l’amore che portiamo alla città, torneremo a Buenos Aires regalandoci qualche momento in più per visitarla con calma. San Telmo, tra tango e tradizione, la coloratissima Boca, il cimitero monumentale della Recoleta e Plaza de Mayo sono probabilmente i luoghi più noti della capitale argentina, ma siamo ansiosi di mostrarvi anche tutti gli angoli suggestivi che Baires, come la chiamano qui, nasconde! Poi, forse, saremo pronti a tornare a casa, con la certezza di aver visto uno dei posti più incredibili e spettacolari del nostro pianeta!

HIGHLIGHTS DI VIAGGIO

Alcune delle cose che vedremo