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Una terra ai confini del mondo, un luogo perduto nel tempo, paesaggi lunari e morbide dune scolpite dalla millenaria attività dei vulcani, splendidi altipiani dalla vista mozzafiato. Su tutto dominano i colori bruni e caldi della terra, il nero della roccia e il blu intenso del cielo e del mare, interrotti qui e là dalle macchie bianche dei villaggi. La scoperta dell’isola, che arriverà solo dopo una rapida incursione sulle spiagge bianche di Fuerteventura, dove atterrerà il nostro volo, non può prescindere dal Parco Nazionale Timanfaya e dalle sue Montañas del Fuego, una vasta distesa vulcanica con sfumature azzurre, gialle e rosse. Noi la attraverseremo tutta lungo la Ruta de los Volcanes, fra grotte, crateri e l’imperdibile abitazione del celebre architetto locale Cesar Manrique, letteralmente scavata all’interno di una colata lavica. Ma Lanzarote, “terra del fuoco”, è dominata anche dall’acqua e dalle paradisiache spiagge, di cui potremo godere grazie al clima temperato dell’isola, mite durante tutto l’anno. Da Playa Blanca verso El Golfo, oltrepassate le Salias de Janubio, si trovano Los Hervideros: rocciose scogliere a picco sull’Atlantico che, colpite dalle onde dell’oceano, generano una schiuma che sembra far ribollire l’acqua in quello che appare come una sorta di grande “vulcano d’acqua”. Qui, oltre a squisiti ristorantini di pesce, si può vedere la laguna di Charco de los Clicos, un lago verde smeraldo sul fondo di un cratere. Una stradina sterrata conduce poi a Playa de Papagayo, una piccola e incantevole spiaggia nascosta incastonata fra scogliere di roccia a capofitto sul mare. Quindi l’imperdibile Playa Famara, sulla costa occidentale, la più lunga e affascinante di Lanzarote, un incanto nel suo essere selvaggia. Ci dirigeremo, poi, nella regione de La Geria, un perfetto connubio fra la natura e l’opera dell’uomo: i vigneti qui crescono rigogliosi nel terreno vulcanico dando vita a vini bianchi davvero sorprendenti, che non mancheremo di farvi degustare con una visita alla rinomata cantina locale. Sulla costa nord orientale scopriremo invece Jameos del Agua, 7 km di tunnel lavico risalente a 5000 anni fa che sfocia in un laghetto (dove vivono rarissimi esemplari di granchi albini) e in una grotta dove Cesar Manrique ha pensato bene di creare una… sala concerti! D’altra parte la presenza dell’artista è tangibile ovunque nell’isola: dal Monumento al Campesino col suo bianco abbagliante al Jardin de Cactus, dove il nero del terreno vulcanico contrasta con il verde delle 1500 varietà di cactus della cava. Non mancheremo, ovviamente, di visitare anche la dimora dell’artista (costruita all’interno di bolle vulcaniche), che dopo la sua morte è divenuta una Fondazione a lui dedicata con interessanti opere d’arte contemporanea. Ma Lanzarote è anche storia: dal Castillo Santa Barbara, fortezza del XVI secolo, a Teguise, la città coloniale costruita nel XV secolo, splendida nei suoi vicoli e nelle facciate dal bianco abbagliante. E per finire, come non concludere un viaggio a Lanzarote senza visitare la casa dove il grande scrittore José Saramago trascorse gli ultimi 18 anni di vita. “Una casa piena di libri” come la definì lui, ma anche una vera e propria oasi di pace vista oceano.

HIGHLIGHTS DI VIAGGIO

Alcune delle cose che vedremo