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Di nuovo c’era il miracolo di quelle innumerevoli schegge d’oro seminate sul mare. Nell’interno le torri dorate di cinque o sei villaggi cominciavano ad allungare le loro ombre oblique sui monti. La costa saliva e scendeva a ovest fino al golfo di Gerolimenas, dove il mare era in fiamme.

Così sir Patrick Leigh Fermor, uno dei viaggiatori e scrittori più intelligenti e raffinati del XX secolo, parlava di una terra che amava al punto da dedicarle un intero libro, intitolato appunto “Mani”, e di trasferirvisi stabilmente, in una casa ora trasformata in museo. Noi cercheremo di farvela scoprire, sognando di trascorrere una dolce sera di mezza stagione, a conversare con il padrone di casa e il suo caro amico, Bruce Chatwin, parlando di miti, di dei, di storia e della bellezza del mondo. Proprio l’autore di “In Patagonia”, forse il narratore di viaggi più noto al mondo, si era a sua volta lasciato ammaliare da questa penisola aspra e struggente, dalla sua bellezza austera e antica, tanto da decidere di far disperdere qui le proprie ceneri, estremo omaggio a un luogo per lui indimenticabile. Se il fatto che due tra i più talentuosi e celebrati viaggiatori di tutti i tempi fossero innamorati della penisola del Mani non è sufficiente a convincervi a partire con noi, forse sarà d’aiuto immaginare antichi borghi disabitati e punteggiati di torri medievali, taverne di pescatori appoggiate sul mare, grotte millenarie e tramonti da sogno. E se ancora non vi bastasse potrebbero forse convincervi due autentiche gemme che scopriremo: Malvasia e Mystra, veri capolavori segreti del Peloponneso. Cominciamo con la bellissima Mystra, patrimonio Unesco dell’umanità: sorta nei pressi dell’antica e distrutta Sparta, fu capitale del despotato di Morea, e seconda città più importante dell’impero. Nata bizantina, divenuta ottomana, poi veneziana e nuovamente ottomana, è oggi spopolata, ma conserva le vestigia di un tempo, in particolar modo concentrate nel monastero della Peribleptos, scavato nella roccia e splendidamente affrescato nel XIV secolo, e nella chiesa di San Demetrio, fondata intorno al 1270. E sempre ai bizantini si deve l’altro gioiello di queste terre, Monemvasia (Malvasia per i veneziani, dal celebre vino prodotto nell’area), una città-isola creata nel VI secolo dai bizantini e che deve il suo fascino, oltre che alle lunghe e burrascose vicende storiche, ad una posizione spettacolare, con il tracciato delle mura a costeggiare il mare e il retro della città difeso da una parete naturale in pietra. Andremo poi alle radici della cultura greca visitando uno dei più affascinanti siti classici del Peloponneso: Epidauro, con il suo santuario di Esculapio e lo stupefacente teatro, quasi intatto! Per finire c’è anche lui, il meraviglioso mare che ci godremo lungo tutta la costa del Mani, con qualche ora di puro relax in un viaggio dedicato alla Grecia più autentica e meno conosciuta, che siamo certi vi rimarrà nel cuore, come successo ai due grandi scrittori e viaggiatori di cui seguiremo le orme.

HIGHLIGHTS DI VIAGGIO

Alcune delle cose che vedremo